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La danza del ventre
Danzare dentro i propri confini
 

La danza del ventre
oltre l’esercizio fisico

La danza del ventre è femminile, individuale. È una sorta di viaggio alla scoperta di sé stesse, che non è mai troppo tardi intraprendere. Non ci sono infatti limitazioni di età: in quanto danza individuale, ogni donna sente fino a dove può, riesce e vuole spingersi, seguendo il proprio ritmo. La danza del ventre è nata in paesi caldi, per tale ragione non richiede la forza e la struttura muscolare delle altre tecniche di danza. È nata da gente abituata a camminare, quindi tutti i movimenti traggono origine e spinta da piedi, caviglie e cosce. Lo stesso movimento del bacino, così fluido e sensuale, è prodotto dallo spostamento del peso da un piede ad un altro.

 
 
I tempi della danza del ventre

Apprendere i rudimenti di una danza che affonda le proprie origini in una cultura diversa dalla nostra richiede tempo. Questo processo di interiorizzazione, fatto di apprendimento di tecnica e movimenti, ma anche di cultura, ritmi e musiche, richiede almeno 5 anni. Come tutte le discipline orientali, è un percorso che inizia con il continuo esercizio e l’imitazione dei movimenti dell’insegnante, al fine di farli propri. Con il passare del tempo l’esercizio consentirà alla donna di perfezionare i movimenti, di metterli insieme e di riuscire ad esprimere il proprio essere in piena libertà… e si scoprirà ballerina.

 
La danza del ventre fa bene a mente e spirito

Innanzitutto, come ogni attività ricreativa, aiuta a staccare la spina dai problemi quotidiani. Ad un livello più profondo, rende più consapevoli del proprio corpo, si impara a controllarlo e ci si può sorprendere nello scoprire ed utilizzare muscoli che nemmeno si pensava di avere! Acquisendo maggiore sicurezza del proprio corpo, si combatte la timidezza e si agevola l’autostima. Aiuta a riscoprire la propria sensualità, pur mantenendo un certo pudore.
Nella danza del ventre, infatti, le gambe rimangono chiuse. Si muovono i fianchi. In quanto danza individuale, non c’è confronto con altre danzatrici, né dal punto di vista fisico, né di stile o ritmo. Non si tratta di corrispondere a canoni estetici, è il movimento che rende bella la donna.

 
Catherine Ruillet,
parigina di nascita, danza da 35 anni, prima come ballerina professionista, poi come insegnante e dal 1980 è direttrice artistica della scuola Il Tappeto Volante di Padova, seconda scuola fondata in Italia. Ha imparato a danzare come si fa tradizionalmente ancora oggi in Medio Oriente, prendendo lezioni individualmente da ballerine professioniste, su loro imitazione e con costante esercizio.




La danza del ventre
fa bene al corpo

È un ottimo esercizio fisico perché mette in movimento tutto il corpo, in particolare le articolazioni del piede, ginocchia, polsi, spalle. Mobilita il bacino senza forzarne i movimenti e favorisce la consapevolezza della propria stabilità ed equilibrio, grazie alla percezione della distribuzione del peso sulle gambe. Aiuta ad allungare le vertebre lombari e a distendere la muscolatura paravertebrale; inoltre, con la tipica postura che prevede le ginocchia leggermente piegate, insegna a scaricare il peso sostenuto dalla colonna vertebrale.

 Imparando ad utilizzare i muscoli in modo rilassato, senza forzature, non si corre il rischio di strappi, lacerazioni, usure. Il segreto è ballare attorno al proprio centro (bacino, pube, interno cosce). La spinta che origina dai piedi al bacino, infatti, deve percorrere una linea immaginaria che si sviluppa nella parte interna delle gambe, non esterna. In questo modo, danzando all’interno dei propri confini, non ci si fa male.

 Le performer professioniste, al contrario, per esigenze di spettacolo danzano estremamente fuori dai loro confini; per non incorrere in problemi muscolari ed articolari devono sottoporsi ad un costante allenamento e ad un’elevata preparazione fisica.

 
 
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