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Riesci a scorgere
una nuvola
in una tazza di tè?
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Abano.it
elaborato da un discorso di Thich Nhat Hanh
tenuto a Roma, Marzo 2010 |
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Ogni cosa è costituita di parti e portandovi
la necessaria attenzione lo possiamo facilmente
comprendere
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E’ una tiepida mattina d’autunno e i raggi luminosi del
tenue sole entrano dalla finestra. Ancora un pò
assonnati sorseggiamo una tazza di tè e improvvisamente
ci scopriamo ad interrogarci: da dove proviene questo
tè? Banalmente una prima risposta potrebbe essere:
“dalla teiera!” oppure, “dal supermercato!” “ Ci
potremmo accontentare oppure indagare un po’ di più e
allora….. „
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Prima di ogni
cosa, nella preparazione del tè
apriamo un rubinetto per
raccogliere l’acqua. La
disponibilità di questo elemento
vitale appare scontata per noi,
ma non lo è sempre stata e non
lo è in altre parti del mondo.
L’acqua ci arriva
dall’acquedotto e prima di esso
dai fiumi e prima dei fiumi
dalla pioggia, e prima della
pioggia dalle nuvole. E allora,
superata una prima analisi,
siamo davvero capaci di vedere
una nuvola dentro la tazza che
stiamo sorseggiando? Quella
nuvola spersa nel cielo vive in
realtà anche nella tazza fumante
di fronte a noi.
Quando sorseggiamo qualunque
cosa, stiamo bevendo una nuvola
e quando lo facciamo con
osservazione profonda e in
consapevolezza la possiamo
“sentire”. Ci sono molte cose
che possiamo vedere quando
portiamo attenzione alla realtà
dell’interdipendenza: un chicco
di granoturco nel piatto di
pasta, la madre nella figlia,
una nazione nell’altra e, come
detto, una nuvola nella pioggia,
della pioggia nel fiume, del
fiume nel tè e del tè dentro di
noi. E poi ci siamo noi che
attraverso le nostre azioni
trasformiamo il tè in
qualcos’altro, per esempio nel
lavoro che svolgiamo.
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Una autentica
visione ecologista non può
prescindere da queste semplici analisi
della realtà. Se inquiniamo un elemento
condizioniamo il riflesso di quel
continuum e di quelle parti che lo
compongono e che lo accolgono come parte
a sua volta di qualcos’altro.
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Se inquiniamo un elemento condizioniamo
il riflesso di quel continuum e di
quelle parti che lo compongono e che lo
accolgono come parte a sua volta di
qualcos’altro.
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Il filosofo
francese Jean Paul Sartre ha detto che
“L’uomo è la somma delle sue azioni”.
E
con azione si intende qualunque cosa che
coinvolga i tre aspetti di pensiero,
parole e atti fisici. Ogni nostra azione
è come una nuvola perché non può morire:
il pensiero e l’azione che produciamo
avrà un effetto sulla nostra stessa vita
e sul mondo intorno a noi.
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Se vogliamo davvero
dare un contributo
per migliorare la vita in questo
pianeta, è necessario comprendere queste
semplici leggi e possiamo cominciare
ora, sorseggiando consapevolmente una
tazza di tè.
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| Da questa considerazione possiamo trarre due insegnamenti
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Per ciascun fenomeno è
impossibile scomparire, non
diventare niente.
E questo
mette in discussione il
concetto di morte come fine,
come qualcosa che non esiste
più. Al contrario, tutto
invece si trasforma. Non c’è
ne nascita, né morte bensì
aspetti diversi di un
continuum in perenne
mutamento.
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Il secondo è che ogni cosa è
costituita di elementi.
Il
tè non è fatto di tè! Il
fiume non è fatto di fiume
ma di elementi. E anche se
guardo un fiore, in esso
vedo tutte le sue parti
senza le quali non esiste:
il seme, il terreno, il
sole, le nuvole, la pioggia.
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