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Colpisce quasi la metà della popolazione
occidentale in età compresa tra i 25 e i 50
anni, al punto da rappresentare non solo un
problema sanitario, bensì anche sociale ed
economico. Perché ne soffriamo e soprattutto
come fare a risolverlo senza incorrere nell’uso
e abuso di farmaci? |
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Il dolore alla
schiena è nella maggior parte dei casi
localizzato e si manifesta più frequentemente
nella zona del collo e delle spalle (cervicalgia),
o nella zona inferiore della colonna vertebrale,
ovvero quella dorso-lombare e lombare (dorso-lombalgia
e lombalgia). Mentre la cervicalgia viene
normalmente avvertita da chi ne soffre come un
senso di tensione al collo e alle spalle, il
dolore prodotto dalla lombalgia è percepito non
solo nel tratto lombare della colonna, bensì
irradiato a dorso, glutei o arti inferiori. |
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In base all’intensità del dolore percepito, sono
direttamente proporzionali le reazioni di chi ne
soffre. Nei dolori acuti, ad esempio, si tende a
limitare i movimenti per evitare ulteriori
spiacevoli sensazioni; nelle situazioni di
dolore “sordo”, ovvero meno violento ma
continuo, il soggetto tende ad irrigidirsi o
compensare con altrettante posture errate che, a
lungo andare, provocano nuovi dolori.
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il mantenimento
prolungato di errate posizioni, per abitudine o
necessità; |
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lesioni
degenerative delle articolazioni vertebrali
(artrosi), che interessano anche i legamenti, i
dischi intervertebrali e la muscolatura
vertebrale; |
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atteggiamenti
viziati, spesso asimmetrici, che possono
influire sulla struttura e sulla funzione di
articolazioni, legamenti e muscoli; |
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anche la
contrattura di gruppi muscolari vertebrali è
causa dell’aggravio e della persistenza del
disturbo; |
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la fatica di
muscoli non allenati può rappresentare
un’ulteriore causa di dolore; |
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l'eccesso di peso
può contribuire al problema, soprattutto a
livello lombare. |
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Il dolore
rappresenta solo un sintomo di una
condizione patologica che può
interessare strutture differenti. È
essenziale quindi agire in prevenzione.
La prevenzione generica trova la sua
massima realizzazione con l’attività
fisica e l’esercizio mirato; la
prevenzione specifica, invece, si mette
in atto nella quotidianità, prestando
attenzione alla postura e alle abituali
errate posizioni al fine di correggerle,
nonché evitando quei movimenti che
creano sollecitazioni pericolose per i
dischi, i legamenti ed i muscoli.
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Il moderno
orientamento per la cura del Mal di Schiena
risalta dunque l’efficacia del movimento e
prende le distanze dalla precedente prassi del
riposo forzato a letto, che il medico spesso
consigliava per diminuire la sensazione di
dolore, ma che finiva per cronicizzare la
sintomatologia e, elemento da non trascurare,
contribuiva all’instaurarsi di uno stato
depressivo. |
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L’acqua termale è un valido
alleato nel programma di esercizi contro il mal di
schiena.
Le sequenze di movimenti in acqua, infatti,
consentono alcune azioni specifiche: |
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risoluzione di eventuali algie (dolori) che limitano la funzionalità delle relative aree interessate |
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riduzione del carico agente sulla colonna |
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“spiazzamento” degli schemi motori, cioè degli
schemi prefissati di movimento, permettendo una
loro rielaborazione in senso migliorativo |
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aumento della percezione del proprio corpo e
della funzionalità dei muscoli |
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piccoli movimenti circolatori del bacino |
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movimenti avanti e
indietro |
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movimenti laterali |
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esercizi di rinforzo della muscolatura
addominale in acqua |
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esercizi di rinforzo della muscolatura della
schiena in acqua |
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In una seconda fase, sempre seguiti da un personal
trainer o da un fisioterapista, gli esercizi mirati
vanno eseguiti “a secco” (fuori dall’acqua), al fine di
sensibilizzare e potenziare la muscolatura interessata,
tarandola sulle condizioni di normale gravità e sul
carico agente sulla colonna vertebrale.
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