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A colloquio col fisiatra

per una terapia “di squadra”

Se soffrite di dolori a ossa e/o articolazioni, non trascuratevi:
una diagnosi precoce è il primo passo per un miglioramento
e risoluzione del problema.

Accade spesso che i campanelli d’allarme, sintomi e dolori, vengano trascurati finché l’aggravarsi della situazione ci rende faticosa o impossibile l’attività quotidiana.
La riabilitazione e/o il recupero di un’articolazione compromessa è tanto più lunga e difficile quanto più è complessa l’articolazione stessa. Per ridurne i tempi e gli inevitabili disagi, è consigliabile rivolgersi ad un fisiatra, che individuerà il percorso terapeutico più opportuno. Queste le parole chiave dell’approccio fisiatrico:

dolore
 

Ortopedico e fisiatra:
due figure professionali
a confronto

Una prima distinzione: l’ortopedico cura le malattie delle ossa e le articolazioni con cure mediche, chirurgiche o fisiatriche.

La figura del fisiatra è più ampia, perché non cura solo le malattie delle articolazioni, bensì anche il comparto neurologico, dall’infanzia fino alle malattie tipiche dell’età avanzata (v. paresi).

L’ortopedico spesso “consegna” il paziente al fisiatra per una riabilitazione post-chirurgica, o addirittura lo indirizza prima dell’intervento per una terapia di potenziamento muscolare, che renda più facile sia l’intervento stesso, sia il decorso post-chirurgico.

 

Semeiotica prima di tutto:

la moderna tecnologia ci offre esami diagnostici (RX, TAC, risonanza magnetica) che aiutano lo specialista a capire il problema. Ma è altrettanto importante l’osservazione del paziente, la sua postura, il dialogo e la visita approfondita “come facevano i medici una volta”.

Semeiotica: (dal greco sìmeio¯tiké 'studio, esame dei segni', da sìmeio¯tikós 'che osserva i segni') parte della medicina che studia i sintomi delle malattie a scopo diagnostico

 

Lavoro sinergico:

trovare la causa e la soluzione di un dolore non è un processo matematico; si tratta soprattutto di un sistema di relazioni umane e professionali.
Al fisiatra il compito di stabilire la causa del problema e fornire al fisioterapista le indicazioni terapeutiche iniziali (diagnosi, tipo di terapia e numero di sedute); il fisioterapista mette in campo la sua preparazione e sensibilità per trattare il paziente e riportare feed-back al fisiatra. Il paziente deve interagire in modo attivo con il fisioterapista per prendere consapevolezza del proprio stato di salute e continuare poi il lavoro a casa.

semeiotica   fisioterapista

Terapia “scaccia dolore”:

in caso di forti dolori non demonizziamo la farmacologia analgesica ed antinfiammatoria, che ci consente di avere quel sollievo necessario per continuare a mobilizzare le articolazioni.

I farmaci aiutano, ma devono essere considerati come un tampone provvisorio e non una cura.

Ricordate la copertura gastrica! Un’infiltrazione di cortisone risolve a brevissimo il dolore perché antinfiammatorio, ma ha forti controindicazioni (nel tempo può causare sfilacciamento dei tendini).

 

Acqua termale:

la riabilitazione in acqua, specialmente se termale, è in assoluto la terapia più efficace. L’acqua termale è più pesante e quindi consente un maggiore galleggiamento. Il suo calore aiuta il rilassamento muscolare.
Grazie al personale qualificato e specializzato nella mobilizzazione delle articolazioni con esercizi sia passivi che attivi, è evidente un miglioramento già dopo 2 sedute.

 
riabilitazione
 

Mobilizzazione “a denti stretti”:

la collaborazione del paziente è fondamentale, sia durante la seduta con il fisioterapista, sia a casa. La mobilizzazione dell’articolazione compromessa è necessaria anche in presenza di forti dolori. Tenerla bloccata significa infatti peggiorare la situazione.
Quindi stringete i denti ed esercitatevi anche a casa seguendo i consigli del fisioterapista (no al fai da te!).

Alcuni consigli:

In fase acuta evitate le fonti di calore dirette sulla parte dolente.
Il ghiaccio dona subito sollievo e seda il dolore, ma in un secondo momento crea un effetto rimbalzo.

 
 
 
 
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