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Castello Cini

Non esiste città murata che non debba difendere il proprio castello …
varcate quindi le mura di Monselice e giungete in pochi minuti ai piedi del Colle della Rocca, dove si erge Castello Cini

La particolarità di questo castello si nota già ad un primo sguardo dal cortile antistante: è un insieme di diverse tipologie di edifici di epoche diverse.
È al conte Vittorio Cini il merito del restauro, iniziato nel 1935, che lo ha riarredato con collezioni di mobili, armature ed armi originali, acquistati da collezionisti e restauratori, nell’intento di ricreare l’atmosfera tipica di ogni epoca storica.

 
 

Apertura

Chiuso il lunedì, dall'ultima Domenica
di marzo all'ultima Domenica di novembre.
Il restante periodo dell'anno è aperto per gruppi su prenotazione.

Orari

periodo ora solare
h 9.00/10.00/11.00/14.00 15.00/16.00
periodo ora legale
h 9.00/10.00/11.00/14.00 15.00/16.00/17.00

Prezzi

€ 5,50 intero, € 4,50 ridotto per gruppi e anziani oltre i sessantacinque anni,
€ 3,00 per scuole e studenti dai 6 ai 14 anni.

 

Il castello era stato infatti svuotato dal regio esercito italiano durante la prima guerra
 mondiale. La visita inizia dall’edificio di
sinistra, la Torre di Ezzelino III da
Romano
, famoso tiranno e vicario di
Federico II di Svevia. Risale al XIII
sec., una struttura medievale con
funzione difensiva, costruita in
trachite, la pietra locale, estratta
proprio dalla cava della Rocca.

Il Soffitto

Il soffitto a cassettoni, del XVII sec., proveniente da Palazzo Pepoli di Cento, rappresenta una sorta di enciclopedia delle specie animali (in origine vi erano dipinte 289 specie di animali diversi.).

 
 

L’edificio adiacente è Ca’ Marcello, aggiunta nel XV sec. dai Marcello, nobile famiglia veneziana arrivata a Monselice nel 1405, anno in cui la Serenissima Repubblica di Venezia conquista questi territori, e vi rimangono fino al 1840. Questa villa veneta ha unito la torre alla casa romana sulla destra, risalente all’XI sec, nell’intento di creare un unico complesso. Al primo piano troviamo il salone di ingresso, arredato con mobili rinascimentali, per la maggior parte toscani, caratterizzato dal tipico pavimento veneziano, elastico e leggero, resistente all’umidità ed agli assestamenti.
Da questo salone si accede all’appartamento Marcello, situato proprio sopra l’armeria.

Al secondo piano ci accoglie una sala mansardata, dove gli ospiti attendevano che si aprissero le porte del Salone delle Feste, luogo di ricevimenti, banchetti e balli. Alle pareti è appesa una collezione di arazzi fiamminghi, che ritraggono le fasi principali di una battaglia. Il caminetto del ‘500 è in marmo rosso
di Verona.
Sala da gioco (foto di sinistra): è meraviglioso il camino carrarese affrescato dai veneziani.
Sala della musica (foto di destra): camino del ‘400; sul tavolo spinetta in avorio.

 

la cucina medievale

Prima di concludere la visita merita uno sguardo la cucina medievale, all’interno della casa romana dell’XI secolo. I mobili che vi troviamo oggi risalgono al ‘400, ma nel medioevo le cucine erano allestite con assi di legno su cavalletti e panche solo al momento del pasto, per venire subito dopo smontati, al fine di scongiurare l’alto rischio di incendi, dovuto al maestoso camino, e per fare spazio al giaciglio di servi ed animali. Lo spiedo all’interno del camino, poteva cuocere animali interi. È dotato di catena e contrappeso per facilitarne il movimento.

 
 
 
 
 

La sala d'armi

La grande sala d’armi al piano terra è oggi suddivisa in 3 stanze più piccole ad opera dei Carraresi, che qui vissero dal 1318, iniziando la trasformazione del castello in abitazione. A ricordo della Signoria notiamo le mura a scacchi rossi e bianchi, i colori di Padova. Le sale ospitano un’armeria, allestita dal conte Cini, con collezioni di balestre, armi in asta e da fuoco, armature complete.

 

Di particolare interesse il camino a torre originale carrarese, che inaugura il periodo dei camini all’interno delle abitazioni.
È infatti costituito da due cappe, una esterna decorata e l’altra interna per far uscire il fumo, tra le quali è sistemata una sacca di sabbia a scopo refrattario, al fine di far rilasciare tepore anche a fuoco spento.

















 

Il campiello

All’esterno si apre un campiello veneziano, tipico cortile dove al centro trova spazio il pozzo. La cisterna sottostante raccoglieva l’acqua che entrava dai fori nel cortile, veniva filtrata dalla sabbia e risaliva nel pozzo per il principio dei vasi comunicanti.
Il cortile è circondato da giardini su sette piani di terrazzamenti che risalgono il pendio della rocca.

 
 
 
 
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