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Il Giardino di Valsanzibio

Il giardino Barbarigo-Pizzoni Ardemani a Valsanzibio,
è uno dei più importanti e raffinati esempi di Giardino all’Italiana

 

 

Stupefacente universo di fontane, di vasche e di episodi architettonici paesaggistici, accoglie il visitatore nel verde dei Colli Euganei. L’attuale giardino è opera del veneziano Zuane Francesco Barbarigo, che, ispirato dal figlio, il Cardinale Gregorio (futuro Santo), nella metà del Seicento ampliò il preesistente impianto per farne un monumentale percorso che conduce dalla oscurità alla luce, dall’ignoranza alla rivelazione.

 
 

L’itinerario inizia col paganeggiante Portale di Diana, un tempo accesso acquatico del giardino attraverso la valle da pesca di santo Eusebio (da cui ValSanZibio), di cui oggi rimane traccia nello specchio d’acqua ove l’elegante facciata si riflette. Varcato l’ingresso solenne si costeggia il Bagno di Diana, la Fontana dell’Iride (che, grazie all’incrocio di quattro zampilli, rivela l’arcobaleno) e la Peschiera dei Venti.

 

La Fontana delle Pila immette nel Gran Viale che, con tutte le sue statue, fontane e giochi d’acqua, conduce alla scalinata delle Lonze. Si raggiunge così il piazzale della Villa dove otto figure allegoriche fanno corona alla Fontana dell’Estasi, meta finale del simbolico itinerario. Fiancheggiano ed avvalorano tale percorso il famoso Labirinto di bossi, l’Isola dei Conigli e la Statua del Tempo.

 

ll Giardino

www.valsanzibiogiardino.it
e-mail info@valsanzibiogiardino.it
Tel. +39 049 9130042 - Cell 340 0825844

Apertura

Il giardino è aperto tutti i giorni da marzo a novembre, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 al tramonto (domeniche e festività orario continuato).

PREZZO DEI BIGLIETTI

Adulto: € 11,00 / Senior (over 65): € 9,00
Adulto in gruppo (20+ persone): € 9,00
Tesserati Touring Club, Fai, Terme e Padova Card: € 9,00
Ospiti hotels convenzionati: € 9,00
Ragazzo fino ai 14 anni: € 6,50
Scolaresche (prenot. obbligatoria): € 6,50

VISITE DEGLI INTERNI DELLA VILLA

solo con guida e prenotazione info@valsanzibiogiardino.it

 

Il giardino in cifre

Il Giardino si estende su una superficie di 150.000 metri quadrati, scandita geometricamente da 60.000 metri quadrati di bosso potato a spalliera. È arredato da 70 statue di marmo bianco, 4 peschiere, 16 fontane. Il famoso labirinto si sviluppa in 1 chilometro e mezzo di percorso per 10.000 metri quadrati di bosso. Il Giardino vanta inoltre 800 piante di 76 essenze diverse fra cui il Libocedro Decurrens ed il Cedro del Libano, oltre ad innumerevoli arbusti di varietà anche rare.

 
 
Valsanzibio: un giardino ricco di simboli
La bellezza del Giardino di Valsanzibio risiede non solo negli affascinanti giochi d’acqua, vasche e statue che ornano un parco ricco di specie botaniche, ma anche nel complesso percorso simbolico che collega tutti gli elementi del giardino.
 

Gli scherzi d'acqua

Rientrati nel Gran Viale si giunge agli scherzi d’acqua: invitanti panchine accolgono il visitatore con irriverenti spruzzi d’acqua.
Sotto la giocosità di tali scherzi è tuttavia celato un messaggio molto chiaro:
non bisogna fermarsi a riposare dopo un lungo cammino quando la meta è vicina;
è necessario l’ultimo sforzo per arrivare al traguardo ed essere qui ricompensati dell’impegno profuso durante tutto il tragitto.

Partendo dal Portale di Diana, dea preposta alla natura, agli animali selvaggi, così pure ai mutamenti e prodigi, si inizia un cammino che porta il visitatore da uno stato di ignoranza ad uno stato di consapevolezza. Superata la peschiera detta Bagno di Diana, la Fontana dell’Iride e la Peschiera dei Venti, si giunge alla Fontana della Pila, di forma ottagonale come le fonti battesimali. Accanto ad essa il famoso labirinto di bossi, il più antico ed esteso oggi esistente, simboleggia la difficile via dell’umano progresso, disseminata di scelte e rinunce. Così il visitatore, dopo aver percorso il labirinto , ovvero dopo aver trovato se stesso, e dopo aver superato il passato pagano tramite il battesimo nella fontana della Pila, è pronto per imboccare il Gran Viale.

 

La fontana dell'Estasi

Rientrati nel Gran Viale si giunge agli scherzi d’acqua: invitanti panchine accolgono il visitatore con irriverenti spruzzi d’acqua.
Superata la scalinata delle Lonze, sulla quale è inciso un sonetto che spiega i significati del Giardino, si giunge al piazzale della Villa dove otto statue allegoriche rappresentanti le prerogative del Giardino e del suo Signore, circoscrivono la Fontana della Rivelazione, meta finale di un percorso ricco di fascino, metafore e mistero.

 

Alla sua sinistra si trova l’Isola dei conigli, che rappresenta la condizione della vita umana stretta dai limiti dello spazio e del tempo. Non solo, la scelta dei conigli, notoriamente i roditori più prolifici in natura, sta a significare che i limiti fisici imposti all’esistenza umana, possono essere superati grazie alla nascita della progenie e, in tal modo, al proseguimento della vita. Contrapposta all’isola dei Conigli, vi è la Statua del Tempo a simbolo della condizione trascendente dello spirito umano che travalica gli abituali limiti dello spazio e del tempo per raggiungere la perfettibilità.
Il Tempo è raffigurato con un vecchio con le ali appena chiuse o pronte ad essere spiegate, a seconda della lettura che se ne vuole dare.

 

I labirinti

Il labirinto è un simbolo iconografico ricco di significato, che ha accompagnato l’uomo fin dall’antichità. Dedalo, Teseo, Arianna ed il Minotauro sono i protagonisti della mitologia dell’Antica Grecia, ove il labirinto è inteso come planimetria di un edificio in cui è difficile trovare l’entrata, l’uscita e, di conseguenza, l’orientamento. A livello simbolico è un viaggio iniziatico verso il centro, verso il mondo interiore dell’uomo, raggiunto dopo una serie di prove. Questo tipo di interpretazione, caricata di valori mistico-cristiani, rimane durante il Medio Evo: il labirinto rappresenta il viaggio spirituale dei penitenti verso la salvezza eterna.

Dalla metà del Cinquecento il labirinto perde questa interpretazione spirituale per divenire moda culturale e ludica all’interno delle corti. le corti.

 

Il Sei Settecento è periodo di costruzione di grandi labirinti di cui Valsanzibio rappresenta un esempio. Il labirinto, in questa epoca, simboleggia la consapevolezza di un mondo nuovo ed incerto all’interno del quale l’uomo avanza nel suo cammino costellato di scelte, rinunce e prove da superare, per giungere alla coscienza di se stessi, del proprio animo, attraverso strumenti quali la fede, l’intelligenza e la perspicacia.

 
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