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L’oro verde delle nostre terre
 


L’olivo, con il suo tronco attorcigliato su sé stesso e la sua figura contorta, sembra quasi simboleggiare, nel vegetale, la figura umana: la fatica di crescere, la difficoltà del vivere e le rughe del tempo. E c’è probabilmente qualcosa di antico, una reminescenza per certi versi genetica, che ci fa restare sempre ammirati e stupiti davanti alle distese di ulivi che ornano le colline di tanta parte del nostro Bel Paese.

Olio di Oliva colli Euganei
 
“Frantoio”

In Italia esistono più di 500 varietà di olive; quelle più conosciute sono la “Rasara”, tipica del bacino Euganeo e la “Frantoio”, tipica toscana. Il frutto dell’olivo, la drupa, cambia colore con l’evolvere della maturazione: da verde diventa bruno-rossastra, per giungere nella maggior parte delle varietà al colore viola intenso, quasi nero. La raccolta per la spremitura avviene, a seconda della stagione, da metà ottobre fino anche a gennaio/febbraio al Sud Italia.

 

Olio d’oliva: perché fa bene
Nettare di alta qualità e genuinità, sa rendere ogni cibo prelibato. Il 96-98% dell’olio è contenuto nella polpa, mentre solo il 2-4% è contenuto nel seme. I grassi dell’olio di oliva sono monoinsaturi per il 74,5% (acido oleico), polinsaturi per l’8,8% e saturi solo per il 16,2%. Antiaggregante piastrinico, previene la formazione di coaguli e di trombi, anche grazie alla sua capacità di ridurre il livello di colesterolo totale e la sua frazione LDL (colesterolo cattivo) senza deprimere la frazione HDL (colesterolo buono). Favorisce la produzione e la secrezione di bile, riducendo l’incidenza di calcolosi biliare e incoraggia lo svuotamento duodenale, mitigando i fenomeni dispeptici. Migliora l’assorbimento delle vitamine liposolubili (A, D, E, K) e di conseguenza l’assorbimento del calcio.
Ha azione protettiva sull’invecchiamento e il suo potenziale antiossidante è ascrivibile a svariati composti, quali i tocoferoli (vitamina E), i lignani, i fitosteroli e in genere i polifenoli che limitano la formazione dei pericolosi perossidi e dei radicali liberi, alleviando lo stress cardiaco derivante dai processi di ossidazione. Queste sostanze antiossidanti sono però molto labili e la loro presenza può essere vanificata da una cattiva conservazione casalinga.
La ricerca medica di recente ha evidenziato che l’olio extravergine di oliva possiede un composto naturale, l’oleocantale, dagli stessi effetti antinfiammatori dei farmaci non steroidei più usati.
Non sarà dunque per caso se la rigorosa istituzione americana Food and Drug Administration ha autorizzato sulle etichette dell’olio extravergine la dicitura: “si invita a consumarne 2 cucchiai al giorno per ridurre il rischio di patologie cardiovascolari”.
 

 

Per concludere, per tutti questi motivi suggerisco che anche nelle diete dimagranti non si scenda a consumi assurdamente bassi. Deve essere ben chiaro che tutti gli oli sono grassi allo stesso modo e, alla stregua di tutti gli altri oli, l’olio extravergine di oliva sviluppa circa 900 calorie per 100 g. Una considerazione ulteriore a questo proposito: un buon extravergine rende molto di più in sapore rispetto a qualsiasi altro grasso vegetale e ciò permette di sposarsi meglio in una dieta dimagrante perché ne basta meno per condire in modo sufficientemente gustoso.
 

  Dr. Angelo Bianco
Specialista in nefrologia e in scienza dell’alimentazione; consulente dietologo presso la casa di cura di Abano Terme; esperto in agopuntura, fitoterapia, floriterapia di Bach e fiori australiani.
 
 
     
 

Classificazione degli oli
La classificazione di un olio si basa principalmente sul suo tasso di acidità e ne determina la qualità. L’acidità indica la percentuale di acido oleico: più alto è il suo valore, più scadente è la qualità del prodotto. È il parametro che consente di valutare le eventuali alterazioni che le olive e l’olio da esse ricavato subiscono durante la raccolta, il trasporto ed il processo di trasformazione.

 
 

1°: OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA:
“Olio di oliva di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici”. Olio di oliva vergine la cui acidità libera, espressa in acido oleico, è al massimo di 0,8 g per 100 g e aventi le altre caratteristiche conformi a quelle previste per questa categoria;

 
 

2°: OLIO VERGINE DI OLIVA:
“Olio di oliva ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici”. Olio di oliva vergine la cui acidità libera, espressa in acido oleico, è al massimo di 2 g per 100 g e avente le altre caratteristiche conformi a quelle previste per questa categoria;

 
 

3°: OLIO DI OLIVA - COMPOSTO DI OLI DI OLIVA RAFFINATI E OLI DI OLIVA VERGINI:
“Olio contenente esclusivamente oli di oliva che hanno subito un processo di raffinazione e oli ottenuti direttamente dalle olive”. Olio di oliva ottenuto dal taglio di olio di oliva raffinato con olio di oliva vergine diverso dall’olio lampante, con un tenore di acidità libera, espresso in acido oleico, non superiore a 1 g per 100 g e avente le altre caratteristiche conformi a quelle previste per questa categoria. È il risultato della miscelazione tra un olio rettificato, che ha cioè subito un processo chimico volto all’eliminazione dei difetti chimici ed organolettici, con un olio vergine. La legislazione non stabilisce un quantitativo minimo di olio vergine che deve rientrare nella miscela; solitamente è una percentuale minima, quel tanto che basta per ridare colore, odore e sapore all’olio che risulta nel complesso abbastanza ‘piatto’.

 
 

4°: OLIO DI SANSA DI OLIVA:
“Olio contenente esclusivamente oli derivati dalla lavorazione del prodotto ottenuto dopo l’estrazione dell’olio di oliva e oli ottenuti direttamente dalle olive” oppure “Olio contenente esclusivamente oli provenienti dal trattamento della sansa di oliva e oli ottenuti direttamente dalle olive”. Olio ottenuto dal taglio di olio di sansa di oliva raffinato e olio di oliva vergine diverso dall’olio lampante, con un tenore di acidità libera, espresso in acido oleico, non superore a 1 g per 100 g e avente le altre caratteristiche conformi a quelle previste per questa categoria.

 
   
 

L’olio Extra Vergine di Oliva
Dovrebbe riportare la dicitura “Estrazione a Freddo”, che garantisce che la temperatura per la sua estrazione non supera i 27°C. Tale dicitura è molto importante nella valutazione per l’acquisto di un olio: essendo infatti termolabili la maggior parte delle sostanze che lo compongono, un olio “estratto a freddo” è qualitativamente migliore.
Affinché un olio d’oliva sia classificato extra vergine deve essere privo di difetti alla degustazione, ovvero quegli attributi negativi quali muffa, morchia, avvinato o inacetito, rancido.

Conservazione
L’olio teme non solo il caldo, ma anche il freddo. Tenete quindi la bottiglia d’olio lontano da fonti di calore e specialmente dai fornelli, ma fate anche attenzione di non conservarlo a temperature inferiori ai 10° C, perché ghiaccia. In entrambi i casi non riuscite più a recuperarlo.
L'olio è come una spugna: assorbe tutti gli odori, siano essi buoni o cattivi. Il consiglio è di conservarlo sempre tappato, meglio se in un locale diverso dalla cucina. Inoltre, è bene conservarlo al buio: l’esposizione alla luce, infatti, stimola la clorofilla che ne favorisce l’ossidazione (diventa rancido).

Olio aromatizzato
Da buona “spugna”, l’olio si presta quindi facilmente ad essere aromatizzato. Potete tranquillamente farlo per conto vostro, basta introdurre nella bottiglia la vostra spezia o erba preferita, come peperoncino, aglio o rosmarino.

 


L'olio dei Colli Euganei

Mediamente fruttato, con sentori di carciofo e di erba se appena franto, è un po' amaro, ma più piccante. Non altera il gusto del piatto ma ne esalta i sapori; ottimo se usato a crudo, impreziosisce anche il sapore della frittura… ma attenti al portafoglio!

  Mariagrazia Ambrosin
Azienda Il Pianzio di Galzignano Terme
Produzione di vini DOC ed Olio dei Colli Euganei
   
territorio ed itinerari
 
I comuni dei Colli Euganei

I Comuni
dei Colli Euganei

Sono 15, a perimetro ed all’interno del Parco Regionale dei Colli Euganei, in un alternarsi fra colline e pianura, boschi e campi coltivati, centri abitati moderni e borghi medievali.

Le ricette del territorio
Piatti dagli ingredienti semplici appartenenti ad un’antica tradizione contadina, ma in grado di soddisfare anche i palati più fini.

Risotto con i bruscandoli >>

Scaloppa di petto d'oca al miele
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