| I movimenti durante la cerimonia del Tè
|
|
Anche oggi, prima di imparare a preparare la cerimonia del tè, bisogna apprendere il modo più bello e naturale di camminare, di sedersi, di inchinarsi dentro la stanza del tè.
|
|
Per esempio, si deve
camminare strisciando leggermente i piedi e guardando
due o tre passi avanti con la schiena ben eretta.
Quando
ci si deve alzare, le mani rimangono appoggiate sulle
ginocchia, si sollevano i talloni a piedi uniti e
lentamente ci si alza tenendo la schiena diritta.
Ogni
singolo movimento della cerimonia del tè ha una sua
importanza particolare e anche gli oggetti utilizzati
nella cerimonia devono essere scelti con la massima
cura.
Per svolgere questa cerimonia si sono utilizzate
ed ulteriormente sviluppate molte forme di espressione
artistica, dall’architettura alla calligrafia, dalla
pittura alla ceramica, creando una sintesi artistica
unica. Prima di bere il tè, l’invitato si rivolge agli
altri ospiti accanto con un inchino e chiedendo il
permesso di consumare il tè prima di loro.
|
| |
 |
| |
| Gli oggetti utilizzati durante la cerimonia |
|
La tazza è un pezzo unico e artistico e il padrone
di casa la sceglie con
attenzione per ciascun ospite.
|
|
|
|
La tazza è decorata solo da un lato, che deve essere
rivolto verso l’ospite che la riceve, prendendola
saldamente con entrambe le mani.
Ha quindi un “fronte”
da rispettare e quindi per non sporcarlo, prima di bere
il tè, si gira la tazza due volte in senso orario e si
beve tutto in tre sorsi, si pulisce con le dita dove si
è bevuto e si gira nell’altro verso.
Il padrone prepara
e offre una tazza di tè ad ogni ospite con la massima
cura, anche se Rikyu era solito dire:
| |
|
“Si deve avere la più grande
cura
per soddisfare il vostro
invitato
ma occorre che egli non se ne
accorga”.
|
| |
Prima versa l’acqua calda nella tazza, pulisce e
controlla il Chasen, il tipico frullino di bambù che si
usa per mescolare il tè verde in polvere, riscaldando
anche la tazza.
Tutti i movimenti sono fluidi e non c’è
nessun movimento inutile.
|
|
 |
|
| |
 |
La storia della Cerimonia del tè
in Giappone
|
|
La storia della cerimonia del tè ha circa 500 anni quando un commerciante di Osaka,
Sen no Rikyu (1522-1591), all'età di diciassette anni divenne discepolo del maestro del tè
Kitamuki Dochin e, poco dopo, divenne monaco sviluppando questa forma per offrire una tazza di tè ai suoi ospiti.
Grazie ai suoi allievi che l’hanno tramandata, ancora oggi possiamo vedere la cerimonia del tè come 500 anni fa.
|
|
|
| |
Una tazza di tè, bevuta con questa attenzione
|
|
fa nascere un’armonia e un’atmosfera molto particolari:
|
|
la
sensazione di incontrarsi, essere accolti, riunirti,
scambiare poche ma significative parole, tutto nel più
grande e reciproco rispetto, essere in un ambiente
silenzioso accompagnato dall’unico suono ritmico
dell’acqua che bolle. Implica uno stato di pacificazione
interiore, calmare tutte le turbolenze pensando
unicamente a ciò che si sta facendo, e nient’altro.
Nel
silenzio si possono percepire i raggi del sole che
filtrano dalle finestre, il proprio respiro e il cadere
le foglie d’autunno in giardino. Regolando e ritmando la
respirazione e padroneggiando i propri gesti per
creare
armonia all’interno di sé, con gli elementi che ci
circondano, con gli altri partecipanti, fra tutti gli
elementi e il cosmo e sperimentando una profonda
interiore calma silenziosa.
“Ogni incontro è
irripetibile.” Diceva Rikyu per esprimere la cerimonia
del tè.
|
|
|
L’arte del tè
oggi
in Giappone
|
|
Il sistema degli
iemoto, i capifamiglia che in Giappone
si tramandano l’arte da generazione a generazione, ha
contribuito alla cristallizzazione e alla perpetuazione
del chanoyu. Tutti i maestri delle diverse scuole, hanno
trasmesso con passione e diligenza quest’arte, trovando
spazio per la propria creatività per quanto concerne la
progettazione della stanza da tè, la scelta del corredo
di strumenti e degli arredi, nonché dei gesti
prestabiliti usati nello svolgimento del rituale stesso.
Tuttavia, nessuna innovazione ha mai modificato la
struttura fondamentale del rito, basato sulla
preparazione del tè in polvere praticata ai tempi di
Sen
no Rikyu.
Dunque, è negli ambiti definiti dalla
tradizione che si è evoluta quest’arte, che ci permette
ancora oggi di vedere e apprezzare, vive più che mai,
movenze e gestualità antiche, perpetuate fedelmente per
secoli.
|
|
 |
|
| |
| I luoghi del Chanoyu
|
|
La stanza del tè è il luogo fisico dove si svolge la
cerimonia ma è anche luogo spirituale. Generalmente è
una specie di piccola capanna dal gusto rustico, in cui
sono stati trasfusi gli ideali dell'estetica zen. Questa
è chiamata anche la dimora del vuoto. Gli ospiti entrano
lentamente in essa, e occupano una stuoia, il tatami,
dove si siedono in posizione seiza, sui talloni col
busto eretto, ci si ferma davanti al tokonoma, una
piccola alcova rialzata dove sono appesi la calligrafia
e i fiori da ammirare.
|
|
 |
|
| |
| |
|
“Tutto non è che armonia e semplicità
Silenzio vivente e serenità”
|
| |
|
|