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Il Sentiero
Cominciate a salire lungo via Chiesa, poi lungo via Gatte e quindi via Tormene. In breve raggiungete la “Fonte Pissarotto”.
Proseguite a destra; poco oltre, a lato, potete notare una formazione di scuri tufi basaltici, appartenenti alla prima fase vulcanica di formazione dei Colli Euganei.
Cespugli di ginestre, pruno selvatico, biancospino, sicomori e gelsi si alternano a pendii coltivati; sulla sinistra una radura che si apre tra antiche mura fa intravvedere un’altra fonte, la Fontana delle Fontanelle.
Ora la strada sale all’ombra di robinie, roverelle, olmi ed aceri intervallati da cespugli di biancospino e ligustro, fino a raggiungere la sella (m. 210) tra il monte Gemola ed il monte Rusta.
Arrivati a questo punto sono possibili alcune variazioni: potete infatti raggiungere il Monte Fasolo o la cima del Monte Rusta (m 401).
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L’itinerario che proponiamo invece vi farà risalire per poche decine di metri fino alla cima del Monte Gemola (m. 270), dove si trova Villa Beatrice, l’antico
monastero della Beata Beatrice d’Este , ora divenuto sede del Museo Naturalistico dei colli Euganei.
In questo luogo, che ha conservato le caratteristiche della tranquilla e silenziosa atmosfera monastica, potete passeggiare tra vari ambienti interni ed esterni e godere di uno dei più bei panorami dei Colli Euganei. Lo sguardo si estende a 360°, dall’orizzonte lontano della piatta pianura, interrotto a sud nelle giornate più serene dal profilo degli Appennini, fino alle cime più vicine dei Colli, dal Borgo di Arquà Petrarca a Monselice e la sua Rocca.
Passeggiando al limitare del bosco che contorna l’ampia radura che costituisce la sommità del Monte Gemola
, è possibile ascoltare, trasportati dalle brezza, i rumori e le voci del bosco: ogni periodo dell'anno e buono per scorgere la ghiandaia, mentre d'estate può capitare di imbattersi nell'upupa o sentire tra gli alberi il caratteristico verso del cuculo; in inverno il pettirosso e lo scricciolo tornano a rallegrare i boschi ormai spogli.
Tra le mura che circondano la villa è facile incrociare la verde sagoma del ramarro che fugge velocemente nascondendosi in qualche crepa o in un cespuglio.
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Ridiscendendo da Villa Beatrice, prendete la strada asfaltata sulla sinistra (via santa Lucia) che scende verso Cinto Euganeo. Dopo alcune curve appare la solitaria chiesetta di Santa Lucia del Rusta (sec XV; se la sete si fa sentire, appena dentro la staccionata che ne delimita gli spazi trovate una fontanella di acqua potabile.
Ancora un centinaio di metri in discesa, poi abbandonate la strada asfaltata per inoltrarvi a sinistra lungo un sentiero che, senza troppi saliscendi, tra pendii coltivati a vigneto, porta all’abitato di Cornoleda.
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E’ questo uno dei più piccoli centri abitati dei Colli (una ventina gli abitanti!), a mezza costa del Monte Gemola, in posizione panoramica sull’abitato di Cinto Euganeo e sulla pianura occidentale. Riprendete la stradina, per alcuni tratti non asfaltata (via Caranzolo), che prosegue senza troppe variazioni di quota fino a ricongiungersi alla via Gatte, che ora ripercorrete in discesa fino al parcheggio della chiesa di Valle San Giorgio.
L’itinerario termina qui, ma merita una piccola digressione Villa Mantua Benavides (sec XVI), appena oltre la chiesa.
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Mappa Percorso |
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Partenza:
Chiesa di Valle San Giorgio |
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Durata:
3 ore |
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Quando:
primavera, autunno e inverno |
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Grado di difficoltà: facile
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Da non perdere:
Villa Mantua Benavides
Venne edificata verso la fine del Cinquecento dalla famiglia Mantua Benavides, di origine spagnola. Divenne luogo di villeggiatura per il loro casato e per i loro ospiti. È stata restaurata recentemente tornando all’antico splendore.
La villa è caratterizzata dal portico al pianterreno e dal loggiato al piano superiore.
Villa Mantua Benavides
tel. +39 0429 63 501
Orario invernale sabato 15.00-18.00 domenica 09.00-13.00 e 15.00-18.00
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Antica Fontana
del Pissarotto
del Tòrmene
La fonte, protetta da un robusto manufatto a forma di parallelepipedo sormontato da un capitello votivo con statuetta della Madonna, ci ricorda la composizione geologica dei Colli Euganei: le acque che scorrono in profondità incontrano strati impermeabili nel sottosuolo del Monte Gemola, che costringono la falda a risalire fino alla superficie.
Sul fianco sinistro della fontana notate una vasca che in passato fungeva da abbeveratoio. Sulla destra una panca bianca invita ad una sosta di relax.
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