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Da leggere ... |
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| ABC della Meditazione |
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Conoscersi meglio e sviluppare
gli strumenti per trovare soddisfazione
e pace dentro di noi.
A volte ci sentiamo tesi, stanchi e abbiamo l’impressione che i nostri pensieri siano
troppo pressanti.
La meditazione è un allenamento che ci aiuta a conoscere meglio i nostri stati mentali.
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Cos’è la meditazione
La meditazione è un lavoro con la mente: imparare a guardare dentro noi stessi, capire come funziona e, partendo da questo, renderci familiari con gli stati mentali positivi, quelli che ci fanno star bene, imparando a diminuire gradualmente quelli che ci recano del danno. In questo modo riusciamo a diventare più consapevoli di noi stessi e della realtà che ci circonda.
La meditazione ci aiuta a sviluppare degli strumenti per trovare la soddisfazione e la felicità dentro di noi, senza dipendere così tanto delle circostanze esterne. In questo senso, la meditazione è più una pratica psicologica e una scienza della mente, piuttosto che una pratica religiosa.
Cosa non è la meditazione
La meditazione non è lasciare la mente “in bianco”, senza pensieri, in uno stato di vuoto. Non è nemmeno una semplice tecnica di rilassamento e di riduzione dello stress (anche se entrambi questi fattori sono effetti secondari della meditazione).
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Come si svolge
Una sessione di meditazione inizia con l’entrare in contatto con noi stessi, con il proprio corpo e mente, con consapevolezza. Ciò si ottiene entrando in contatto con il proprio respiro, che è una parte di noi, sempre presente e sottile.
Nella pratica di mantenere e riportare l’attenzione sul respiro, la mente si calma e allo stesso tempo impariamo a lasciar andare i pensieri o le sensazioni, così come naturalmente facciamo nella fase di espirazione. Con la mente più calma e un maggiore spazio mentale, possiamo lavorare sullo sviluppo delle qualità personali positive per noi e per gli altri e sugli stati mentali che ci fanno star male, come la rabbia, la tristezza o la mancanza di autostima. Questa modalità è quella che viene chiamata “meditazione analitica o trasformativa”.
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Meditare in gruppo, meditare da soli
Ai principianti praticare in gruppo fornisce più sostegno. È utile partecipare a qualche meditazione guidata in gruppo, oppure seguire una registrazione audio, che fornisca gli strumenti su come meditare in forma diretta.
Ma la meditazione si può praticare anche da soli, nei tempi e luoghi a disposizione.
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Quanto tempo dedicare
alla meditazione per sentirne i benefici
Sono sufficienti
15 / 20 minuti al giorno (meglio se di più), alla mattina o di sera, anche se è preferibile dedicare un tempo ridotto sia la mattina che la sera, in modo da mantenere l’impegno. La sessione della mattina ci
aiuta ad iniziare la giornata e a sviluppare una buona motivazione, mentre quella della sera, a parte a rilassarci per la notte, può servire anche ad osservare come è andata la giornata e concluderla in una forma positiva.
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Il silenzio ci aiuta,
ma non è indispensabile
Soprattutto all’inizio è più facile meditare in un ambiente silenzioso, ma non è assolutamente una condizione indispensabile.
I rumori possono servire anche come una parte della pratica, nella quale impariamo a non inseguire con la mente tutto ciò che per primo ci appare di fronte. In alternativa, i rumori possono essere integrati nella pratica, per renderci più consapevoli di tutto quello che ci circonda.
I possibili ostacoli alla pratica della meditazione
All’inizio si incontrano principalmente due ostacoli: l’agitazione e la sonnolenza. È importante notare che non sono esse stesse provocate dalla meditazione, ma che sono già dentro di noi e con la meditazione si manifestano con chiarezza.
Tramite la pratica, entrambe queste condizioni si affievoliscono. Anche la pigrizia rappresenta un ostacolo, che si supera attraverso il ricordo della motivazione che ci porta a meditare e i benefici che possiamo trarre.
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Cos’è il ritiro di meditazione
Un ritiro di meditazione consiste in un periodo di tempo nel quale dedicarsi quasi solo a questa attività. Nella vita quotidiana non è semplice trovare un momento di tranquillità per noi stessi, da dedicare alla calma mentale e alla autoconoscenza interiore. Quindi, grazie allo strumento del ritiro, si cerca di ricavare le condizioni esterne e il tempo necessario perché ciò sia possibile. In un ritiro di meditazione, che sia di due giorni o di due anni, si fanno varie sessione di meditazione durante la giornata, in modo che si possa realmente, e gradualmente, entrare nella pratica.
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Intervista di Manuela Pluchinotta |
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Abano.IT
ringrazia per le
informazioni e gli
approfondimenti:
Dott.ssa Marina Brucet
Ha studiato all'Università di Barcellona, in Spagna, dove ha conseguito la laurea in Biochimica e un dottorato in Biologia molecolare. Da molti anni praticante secondo la tradizione del Buddhismo Mahayano, sta attualmente studiando il Masters Program, un programma di studio di 7 anni sulla filosofia buddista, all'Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia, in provincia di Pisa, dove è anche insegnante di meditazione.
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